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• domenica 25 aprile 2004

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25 aprile 2004 - 18:54
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• giovedì 5 febbraio 2004
Andrea Turato

Auguri Andrea (30)!

5 febbraio 2004 - 00:00
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• mercoledì 4 febbraio 2004

Parente: «Abbiamo dimostrato che nessuno è imbattibile»

Oltre che per la conquista dei tre punti contro l'Atalanta, Pietro Parente può esultare anche per il fatto di essere tornato a sentirsi a tutti gli effetti un giocatore. Il trentaduenne di Barletta infatti, dopo aver iniziato la stagione nell'Ancona collezionando cinque gettoni di presenza, nel bel mezzo del marasma marchigiano era finito fuori rosa perdendo parecchi stimoli.
"Per una ventina di giorni non ho avuto la minima voglia di allenarmi in attesa di una chiamata, ero deluso e necessitavo di una pausa. Una volta concretizzato il mio approdo in laguna ci ho dato dentro da subito per recuperare il tempo perso tanto che il mister mi ha voluto gettare nella mischia già domenica con l'Atalanta e io ho risposto presente cercando di fare del mio meglio: dopo 20' avevo le gambe di gesso e forse per questo non ho fatto vedere il mio vero volto".

In sala stampa poi lei si è dato quattro partite per mostrare per bene le sue doti.
"Io sono un giocatore di fantasia, e quindi ogni volta che un elemento con questo punto di forza non è al meglio della forma ecco che nelle varie situazioni viene meno un po' di lucidità, ed è facile sbagliare anche le giocate più banali. In ogni caso è solo questione di tempo, e per il momento è essenziale che il Venezia sia riuscito a portare a casa un successo importantissimo".

Il gran gol di Poggi ha sovvertito peraltro ogni pronostico che dava comprensibilmente per favorita la capolista imbattuta della B.
"Sulla carta non c'era paragone e i nerazzurri avrebbero dovuto non dico far un solo boccone del Venezia, ma vincere senza troppi patemi questo si. Invece sul campo il nostro carattere e un grande cuore hanno avuto la meglio su una squadra da rispettare ma che per nostri meriti ha tirato in porta appena un paio di volte; il capolavoro di Paolo poi non è stata l'unica nota positiva del nostro pomeriggio, visto che per tutta la gara abbiamo fatto noi la partita rendendoci pericolosi in diverse situazioni".

Secondo Parente d'ora in poi le cose dovrebbero dunque migliorare in casa arancioneroverde.
"Nel campionato di Atalanta ce n'è una sola e le altre formazioni, escludendo un paio di squadre attrezzate quanto il team di Mandorlini, sono tutte sullo stesso livello: in ogni caso abbiamo dimostrato che nessuno è imbattibile, anche se al tempo stesso la strada per la salvezza è ancora lunga e di buone partite come quella di domenica dovremo giocarne ancora molte".

E un derby come quello che vi attende a Vicenza arriva appunto per chiedervi una conferma della vostra ritrovata vena.
"Questo genere di sfide offrono un surplus di motivazioni che possono tornare utili per uscire da una crisi, e soprattutto non consentono a nessuno di non avere voglia di giocare: al Menti però sarà importante non perdere per non seminare nelle nostre menti quei dubbi che stiamo cercando di dissipare con tanto sacrificio".

La scelta societaria di andare in ritiro è stata operata per questo.
"Sapevamo di dover andare in ritiro, sia in caso di sconfitta che di vittoria contro l'Atalanta, quindi nulla di sconvolgente in questo: anzi, per chi come me deve prendere confidenza con i nuovi compagni non c'è niente di meglio. Un piccolo passo l'abbiamo fatto ma la strada è lunga, quindi al più presto dobbiamo trovare quella continuità di rendimento dalla quale nessuno può prescindere per raggiungere il proprio obiettivo stagionale". Marco De Lazzari

4 febbraio 2004 - 15:39
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• mercoledì 4 febbraio 2004
Venezia, slitta ancora il rientro di Guidoni.
L’attaccante dovrà rimanere a riposo altri otto giorni dopo la visita medica effettuata ieri a Torino: tutti in ritiro a Pieve di Soligo.
Michele Dal Cin: «Il calciomercato ci ha disturbato parecchio, ora però abbiamo ritrovato la giusta serenità»

Doppio allenamento al Taliercio e poi tutti in ritiro a Pieve di Soligo.
Comincia presto per il Venezia la settimana di passione che conduce al derbyssimo di domenica a Vicenza. Per il primo vero spareggio salvezza della stagione Gregucci ha selezionato un "contingente" di 22 lagunari per la quattro giorni di clausura. Oltre a Rossi e Turato (infortunati) e ai vari Mazzeo, Rivaldo, Giacomini e Saula (tutti precettati da Andrea Manzo per l'imminente torneo di Viareggio della Primavera), il grande assente è ancora una volta Guidoni che ha incassato l'ennesimo stop: a dispetto dell'ottimismo manifestato nei giorni scorsi dallo staff medico quando si ventilava il rientro dell'attaccante a Vicenza, il giocatore, che si è fatto visitare da uno specialista di fiducia a Torino per la nota infiammazione alla tibia, adesso dovrà osservare altri 8 giorni di riposo (da ieri) prima di ricominciare a correre.
Con l'arrivo di Parente ma anche di Saverino, Gregucci ha subito fatto valere le soluzioni alternative in attacco e adesso sarà interessante vedere se a Vicenza il tecnico partirà dall'assetto visto domenica nel secondo tempo con Poggi prima punta e gli esterni Parente (ieri a riposo per affaticamento) e Miramontes partendo con Biancolino in panchina.

Le operazioni in tal senso partiranno oggi nel doppio allenamento al Taliercio, ma in maniera più stringente soltanto domani a Pieve di Soligo (non a Vittorio Veneto come previsto) che da stasera accoglierà la squadra per il ritiro di preparazione al derby.
"Nell'ultimo periodo per noi è stato di enorme disturbo il calciomercato - spiega il dg Michele Dal Cin - sabato si è chiuso il mercato e domenica siamo tornati a fare un risultato positivo, secondo me non è un caso. Adesso c'è chiarezza sull'organico con cui continuare il campionato: il ritiro è un modo per conoscerci tutti, parlo dei nuovi che sono arrivati la scorsa settimana, per dialogare, cementare questa amicizia e ricompattare il gruppo".

E il mercato non ha lasciato rimpianti, neanche per i colpi non riusciti come Rabito e Adeshina, domenica di nuovo in panchina con Livorno e Ternana.
"Magari si sarebbe potuto sfoltire un po' di più il gruppo, ma va bene anche così. Nel caso di Mazzeo, per esempio, si cercava una squadra dove farlo maturare ma, non avendo ricevuto le garanzie di vederlo giocare, per la sua crescita abbiamo deciso di tenerlo qua".

Dal mercato le note "dolenti" sono altre: dopo Fantini con la Fiorentina, anche Amerini domenica ha subito segnato un gol decisivo con il Pescara.
"Se è per questo anche Poggi domenica ci ha risolto la partita. Su Fantini, noi siamo stati obbligati a darlo via: la Fiorentina gli faceva il contratto della vita e se fosse rimasto avrebbe reagito male. Per il centrocampo si cercava un giocatore offensivo di qualità, con cambio passo e visione di gioco: abbiamo preso Saverino e D'Antoni che ci garantiscono queste cose dando a Gregucci più alternative. Qualche sacrificio è stato fatto ma era necessario per rinforzarci, con la squadra di adesso siamo più tranquilli". Andrea Regazzi.

TIFOSI - Domenica il treno dei tifosi per Vicenza parte alle 12,10 da Venezia e alle 12.20 da Mestre (biglietti in stazione, 5 euro). I biglietti per la partita si trovano al bar Quattro Cantoni e al bar Brigola a 10 euro fino a sabato ore 15,30. Per inf. 349-4446080.

4 febbraio 2004 - 15:33
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• martedì 3 febbraio 2004

Giubilato: «Adesso il peggio è passato»

Il ritorno al gol e la difesa senza macchia.

Sono due i pilastri su cui il Venezia ha conquistato il successo contro l'Atalanta. Qua è stato fondamentale interrompere il digiuno dell'attacco durato ben cinque giornate. Ma, conti alla mano, bisogna andare ancora più lontano con la memoria (lo 0-0 di Venezia-Napoli) per trovare una partita senza gol al passivo. C'è voluto magari un pizzico di fortuna (il palo di Bernardini) ma che dire, per esempio, della prestazione di David Giubilato? Il centrale si è confermato un gigante d'area, e con i suoi compagni ha costruito il ritorno ai tre punti.

Giubilato, una vittoria insperata contro la capolista che sembrava proprio imbattibile.
«Contro di noi avevano già perso, anche se quel precedente in Coppa Italia non faceva testo. Ma non era insperata, indipendentemente dall'avversario noi avevamo l'obbligo di vincere: era troppo importante una vittoria, per il morale e per dimostrare che i 10 risultati utili consecutivi non erano venuti a caso».

Neanche le ultime cinque sconfitte, però.
«Là sono intervenute tante piccole coincidenze: le vacanze, la mentalità, qualche leggero calo di concentrazione. Ci siamo resi conto della situazione e secondo me l'avevamo risolta già da qualche partita, escluso il secondo tempo di Catania. Solo che alla prima occasione prendevamo gol. Domenica però siamo stati bravi a restare concentrati 100 minuti».

Tenendo duro anche alla forza d'urto dell'Atalanta che al gol di Poggi ha avuto la giusta reazione.
«Hanno colpito un palo ma solo con una palla da fermo, su azione non hanno fatto granchè: solo alla fine ricordo una gran parata di Soviero su Gautieri. Diciamo che le occasioni migliori per fare gol le abbiamo avute noi».

Compresa la giocata da cineteca di Poggi per l'1-0.
«Che non ha trovato il tiro della domenica come ha detto qualcuno, Paolo è in grado di fare quelle cose».

Erano sette partite che la difesa non prendeva gol.
«In questo il merito va distribuito a tutta la squadra, perché è sempre il collettivo che ottiene i risultati: se gli attaccanti aiutano i centrocampisti e via di seguito ne guadagnano tutti, i singoli reparti o i singoli giocatori. Per tutta la settimana il nostro pensiero fisso era quello di riscattarci dalla brutta prestazione di Catania».

Adesso nella difesa titolare è tornato Grassadonia, che ha passato un periodo non troppo brillante (complice anche un lungo infortunio) ma sembra in netta ripresa.
«Gianluca è un giocatore esperto e forte sia psicologicamente sia come giocatore. Domenica ha dimostrato di avere tutti i mezzi per fare bene, è un gran difensore e per me è un piacere giocarci insieme».

Dietro alla buona prestazione di Giubilato non c'è un po' anche il suo mancato passaggio all'Atalanta che era stato ventilato a gennaio?
«In campo non ci ho pensato minimamente, ma neanche prima. A me non è mai stato detto niente circa questo interessamento da Bergamo, domenica mi ha fatto piacere far parte del Venezia dove mi sono trovato bene dal primo giorno in cui sono arrivato».

Dallo 0-3 col Catania c'era stata la prima svolta del vostro campionato, da un'altra disfatta con gli etnei siete tornati alla vittoria ma guai a montarsi la testa.
«Adesso non dobbiamo fare l'errore di pensare che, avendo battuto l'Atalanta, le altre siano tutte facili. Da qua alla fine sono tutte Atalanta le squadre che dovremo incontrare, come se giocassimo contro la prima in classifica. A cominciare dal Vicenza, che è una nostra diretta concorrente e per noi vale ancora di più». Andrea Regazzi

3 febbraio 2004 - 17:28
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• martedì 3 febbraio 2004
Venezia riparte con serenità, da Vittorio Veneto.
Dal Cin e Gregucci soddisfatti della prestazione della squadra, tornata al successo dopo cinque sconfitte, contro la capolista Atalanta.
Da domani la formazione lagunare effettuerà un mini-ritiro per preparare il delicato derby di domenica a Vicenza.

Finalmente il Venezia riscopre il dimenticato piacere di iniziare una settimana con il sorriso.
Per troppo tempo infatti la serenità e l'ottimismo avevano lasciato spazio a volti tesi e preoccupazioni, e non a caso ne era scaturita una lunga serie di risultati negativi interrottasi domenica scorsa al Penzo.
Il team di Angelo Gregucci prima di non lasciare scampo alla staffetta della cadetteria, quell'Atalanta rimasta imbattuta per tutte le prime ventiquattro gare, non muoveva la classifica dall'1-1 di Firenze del 12 dicembre scorso, data alla quale risaliva anche l'ultima realizzazione firmata Miramontes: da quel giorno sono trascorse cinque giornate con altrettante sconfitte (e conseguente ricaduta in piena zona retrocessione) e una inquietante latitanza sotto porta durata ben 590' prima dell'eurogol del figliol prodigo Paolino Poggi.
E siccome la conquista dei tre punti mancava addirittura dal 20 novembre (2-0 al Messina) va da sé che ora l'auspicio generale è quello che il ritrovato atteggiamento fiducioso sia il preludio della necessaria continuità di risultati; il che significa tanto per cominciare andare a punti nel derby di Vicenza di domenica prossima.

In questo senso dunque va letta la scelta di iniziare da domani un mini ritiro di tre-quattro giorni in quel di Vittorio Veneto, quasi a voler dire "battiamo il ferro finché è caldo".
«Semplicemente vogliamo far gruppo tutti assieme - ha spiegato Franco Dal Cin - e integrare gli ultimi arrivati con il resto della squadra. Siamo in un momento importante della stagione, nel quale proveremo a sfruttare la scia del ritorno alla vittoria sulla capolista per ribadire che in questo campionato il Venezia ci sta a buon diritto in quanto compagine attrezzata e organizzata per ben figurare».

In questa stagione Maldonado e compagni sono gli unici ad aver battuto l'Atalanta, il 17 agosto per 2-0 in Coppa Italia e l'altro ieri per 1-0, il tutto dopo che nel match di andata di campionato gli orobici furono bloccati sullo 0-0 a Bergamo: si potrebbe per davvero parlare di bestia nera del clan di Mandorlini.
«Aver strappato quattro punti su sei ai lombardi conterà forse qualcosina a livello statistico, ma di sicuro vale infinitamente di più per la psicologia dei nostri giocatori - prosegue l'amministratore unico lagunare -: perdere cinque partite di fila può diventare infatti una malattia, nel senso che farebbe pensare a qualunque squadra di essere più scarsa delle altre. Invece domenica al Penzo nessuno sul campo ha visto i 20 punti di distacco che si contano tra noi e i bergamaschi: certo l'Atalanta avrebbe anche potuto pareggiare, ma questa volta un pizzico di fortuna è stato dalla nostra parte dopo averci voltato le spalle in più di qualche episodio nelle gare perse ultimamente».

Insomma Dal Cin esorta il Venezia a scendere in campo senza alcun complesso di inferiorità psicologica.
«Mi auguro che nelle prossime uscite ci riesca di essere sempre meno nervosi e impauriti, ma ciò non potrà non avere come premessa la consapevolezza da parte di tutti di essere pienamente all'altezza degli avversari e del campionato che stiamo disputando».

Anche Angelo Gregucci riscopre il piacere di commentare una vittoria del suo Venezia.
«Ci siamo ricompattati proprio nel momento conveniente, forse in quello più difficile e al cospetto di una delle avversarie più dotate: nelle recenti uscite non riuscivamo ad esprimerci come sapevamo, per tante cause che certamente non sono tutte annullate per il fatto di aver battuto l'Atalanta. Poggi? Ha firmato la nostra impresa con un numero d'alta scuola che fa parte da sempre del suo dna: dico grazie a lui e a tutti i ragazzi perché hanno dato tutto per indursi a porre fine ad un momento difficile, fortunatamente riuscendoci e dimostrando di essere vivi più che mai. Adesso però guai a mollare, anzi dobbiamo lavorare più di prima, senza personalismi ma forti di una ritrovata sicurezza e di stimoli importanti come quelli che ci hanno permesso di avere ragione della prima della classe». Marco De Lazzari.

3 febbraio 2004 - 17:20
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• lunedì 2 febbraio 2004
Il Venezia batte l'imbattuta Atalanta, si conferma bestia nera ed ecco la svolta.
Gregucci: «Una grande prova di carattere. Abbiamo ritrovato la compattezza e il colpo del singolo, e finalmente la buona sorte ha deciso di darci una mano»
Il tecnico attribuisce il merito del successo contro la capolista Atalanta ai giocatori che sono stati bravissimi e hanno combattuto su ogni pallone.
Poggi: «Una rete memorabile. Mi sento in forma, darò il massimo per la salvezza»
Mandorlini: "Il Venezia non è stato irresistibile. Noi battuti da un tiro così..."

Il Venezia ritorna a sorridere dopo tanta tristezza (cinque sconfitte consecutive) grazie a una prodezza di Paolino Poggi: una vera magia da quasi trenta metri, con palla controllata di tacco e mandata a infilarsi a fil di palo grazie a un tiro ad effetto assolutamente imprevedibile e imprendibile per Max Taibi.
Ma al successo lagunare sulla capolista Atalanta - già caduta al Penzo in Coppa Italia (2-0) e che con gli arancioneroverdi aveva impattato all'andata (0-0) - hanno contribuito anche un palo che ha respinto la splendida punzione di Bernardini e un'uscita tempestiva di Soviero a bloccare un'incursione pericolosissima di Gautieri.
Classe e fortuna hanno insomma deciso di aiutare il Venezia a risalire la china, quantomeno a porre una base per il rilancio: i tre punti contro i nerazzurri sono importantissimi soprattutto a livello morale in vista del delicatissimo derby di domenica a Vicenza.
La squadra ritrova coraggio e sicurezza e può ora costruire - anche grazie all'apporto dei nuovi arrivati che sono in via di inserimento - il suo cammino verso la tanto attesa salvezza.
Per il match con la capolista il tecnico Gregucci non ha variato più di tanto. A centrocampo c'è spazio per Manetti al posto del ceduto Amerini e in avanti debutta Parente sulla fascia opposta a quella di Poggi.
Venezia deciso a ben figurare che macina gioco e sfrutta la posizione di attesa assunta dall'Atalanta, probabilmente decisa a non faticare troppo e a concedersi un'accelerazione solamente a gara inoltrata.
Parente macina palle senza acuti, Poggi getta in campo l'anima in ogni frangente in questo suo "ennesimo debutto" al Penzo, Biancolino continua a fare il fantasma. L'attaccante - sostituito a inizio ripresa - conferma la sua scarsa condizione, l'incapacità di trovare il passo dei compagni e... la porta.
Regge più che bene il centrocampo con Brellier e Anderson impegnati a tamponare mentre Manetti si fa prendere la mano dal nervosismo e distribuisce botte a tutti. Tiene la difesa - pur con qualche scricchiolio preoccupante - e Soviero dimentica per un momento le beghe con i tifosi avversari e pensa solamente a parare.
Vince la compattezza del gruppo ma anche il tocco di classe di Paolino Poggi, che cancella le sofferenze dell'ultimo periodo, ma di certo non i mali di un Venezia che - pur avendo battuto la capolista con merito - deve trovare una propria dimensione e una costanza di rendimento indispensabili per guadagnare una posizione più tranquilla.
E ancora più importante in questa settimana che porta al derby contro i biancorossi sarà mantenere i piedi ben fissi a terra, ricordando che alla fine di gare ne mancano ben 21.

La cronaca. 15' Maldonado dal limite di destra serve Poggi che entra in area e arriva a tu per tu con Taibi che respinge in angolo. 20' Parente al volo dal limite sparacchia. 36' Parente dalla destra serve Brellier che a centroarea non riesce a deviare di testa, anzi tocca con la mano: nulla di fatto. 40' Marcolini dall'area conclude fuori di poco.
Ripresa. 18' punizione di Giubilato dalla trequarti di sinistra a servire Poggi che controlla palla con il tacco, elude la marcatura e fa partire un tiro ad effetto che inganna l'immobile Taibi e si infila a fil di palo. 25' Gautieri da centroarea scocca un tiro rimpallato in angolo da Giubilato. 37' Saverino crossa dal fondo di sinistra e Miramontes a centroarea manca il tocco decisivo. 38' Bernardini su punizione da fuori area manda la palla sul palo interno alla destra di Soviero: la sfera attraversa poi tutta l'area di porta senza che nessuno la tocchi. 41' Saudati per Gautieri in area con Soviero che respinge prontamente di piede, la palla finisce a Pazzini ma l'estremo lagunare è pronto. 46' Santos effettua un retropassaggio di piede a Taibi che il portiere nerazzurro svirgola malamente in angolo.

Un primo passo è fatto, ora bisogna continuare. Luca Miani.

PARLA IL MISTER

Il Venezia interrompe la serie nera e, dopo cinque sconfitte consecutive, ritorna alla vittoria nella partita più difficile contro la capolista Atalanta. A decidere il match è stata una autentica prodezza di Poggi che ha sbloccato il risultato con un gol di rara bellezza. Ma la squadra di Gregucci ha dimostrato ben altro carattere rispetto alle ultime uscite. Col risultato che per i bergamaschi, già battuti al Penzo in Coppa Italia e fino a ieri imbattuti in campionato, le uniche due sconfitte stagionali le hanno subite per mano dei lagunari.

Gregucci, era proprio destino che il Venezia si sbloccasse contro l'Atalanta che a questo punto ha ragione nel dire che siete proprio la sua bestia nera.
«Secondo me si tratta di una pura casualità. Ho visto un'ottima squadra con grandi potenzialità che merita il posto che occupa in classifica».

Fatto sta, però, che nei tre scontri diretti i bergamaschi non vi hanno mai segnato un gol.
«In effetti è vero, ma a caldo non so darmi una spiegazione. Posso solo elogiare i miei che non hanno mai mollato un pallone. Il campionato ci chiedeva una prova di forza: abbiamo avuto un mese di gennaio tremendo, mi conforta che ho visto un grande spirito da parte dei miei».

Come si spiega questa metamorfosi improvvisa del Venezia rispetto alle ultime partite, e in particolare al secondo tempo di domenica a Catania?
«Per noi era una settimana importante. Venivamo da un momento psicologico non facile. I ragazzi sono stati bravissimi, hanno combattuto su ogni pallone. A loro faccio un complimento grande, hanno dimostrato di essere uomini veri prima ancora che giocatori».

Ci voleva forse la grande sfida per ritrovare il vero Venezia.
«Spero non sia questo, per noi ogni domenica è fondamentale. Contro l'Atalanta sapevamo che non era facile giocare: è la capolista ed era ancora imbattuta, con un grande allenatore e un grande organico. Serviva uno sforzo superiore alla normalità e la squadra ha combattuto, ha fatto gioco, ha ottenuto il risultato: oggi contava soprattutto questo. Durante la settimana ci siamo sacrificati molto, bisognava fare un'impresa e abbiamo cominciato a costruirla martedì».

Nelle ultime cinque partite il Venezia non riusciva ad arrivare in porta. Ieri ci sono state almeno tre occasioni, con Poggi all'inizio e poi con Brellier davanti al portiere.
«Abbiamo creato, siamo riusciti a giocare alla pari con l'Atalanta e magari anche la buona sorte stavolta ci ha dato una mano».

Il palo di Bernardini, d'accordo. Ma si dice che la fortuna uno se la deve cercare, cosa che forse non avevate fatto dopo la sosta. Cosa è cambiato?
«Mi ha soddisfatto molto la compattezza della squadra che era stata alla base del nostro momento migliore, quando abbiamo ottenuto dieci risultati consecutivi senza mai perdere. Abbiamo ritrovato la compattezza, quindi, e il colpo del singolo».

Il capolavoro di Poggi: serviva proprio una prodezza per sbloccarsi dal lunghissimo digiuno dal gol.
«Un colpo da biliardo, non ci sono parole per descriverlo: uno doveva essere qui per vederlo, e basta».

Perché il cambio Biancolino-Miramontes all'intervallo?
«Con i cambi una volta ti va bene, una volta male».

Subito in campo tutti e tre gli ultimi acquisti: Parente dall'inizio, poi D'Antoni e infine anche Saverino.
«Hanno capito il nostro campionato, sono entrati nello spirito che dobbiamo mantenere ogni domenica da qui alla fine e che per noi è fondamentale». Andrea Regazzi

IL PERSONAGGIO: PAOLINO POGGI

Non poteva trovare modo migliore per tornare nella sua Sant'Elena, in quello stadio che tante volte lo ha visto protagonista.
Un esordio al Penzo memorabile per Paolino Poggi, tornato a vestire la casacca arancioneroverde a gennaio, dopo una parentesi in serie A con la difficile realtà di Ancona. Una prestazione davvero notevole per l'attaccante veneziano, autore di una rete straordinaria, tra le più belle realizzate in questa stagione dal Venezia, e vero punto di riferimento del reparto offensivo lagunare, che dopo la partenza di Fantini e l'infortunio di Guidoni rappresenta per la squadra di Gregucci la vera chiave per ritrovare gioco e punti preziosi.

Paolo, partiamo dall'azione del gol, una rete pesantissima con la quale avete conquistato tre punti fondamentali per la stagione contro un Atalanta fino a ieri imbattuto in campionato.
«Si, una rete davvero importante, anche se fino all'ultimo ho temuto che non servisse per portare a casa la vittoria. L'Atalanta negli ultimi minuti ci ha davvero messi in grossa difficoltà, e ho avuto paura che pareggiassero: quel palo su calcio di punizione mi ha fatto tremare. Ad ogni modo sono felicissimo di aver realizzato questo splendido gol, anche se sinceramente non ricordo molto bene l'azione in questo momento, credo di aver ricevuto un pallone spalle alla porta, poi mi sono liberato con un colpo di tacco, e con un sinistro a giro ho mirato l'angolo lontano. Mi sembra di ricordare in passato una reta simile proprio ai danni di Taibi, quando giocavo nel Piacenza».

Cosa si prova a tornare ancora una volta a giocare nella tua Venezia?
«Giocare qui è sempre un'emozione particolare per me, perché sono proprio a casa mia. Conosco personalmente circa la metà dei tifosi che gremiscono la curva, e posso dire di avere con loro un rapporto stupendo, davvero speciale. Anche per questo il gol di oggi ha un valore particolare».

Dopo tanti mesi di assenza che squadra hai trovato?
«L'inizio non è certo stato dei migliori, con due sconfitte esterne davvero sfortunate. Ma oggi abbiamo tenuto il pallino del gioco per tutti i novanta minuti contro una grande avversaria, dimostrando una forza di volontà eccezionale. Una squadra tosta, votata all'attacco e mai arrendevole. Forse la classifica si è mossa poco, ma l'importante era interrompere una fase negativa e l'abbiamo fatto proprio contro la prima della classe. Ora dobbiamo lavorare per conquistare la salvezza, e personalmente darò il massimo perché mi sento in ottima forma: il mio obiettivo per questa stagione coincide con l'obiettivo della mia squadra, restare nella serie cadetta».

Domenica si va a Vicenza, per un derby caldissimo e molto sentito. Come vivi questo appuntamento?
«Per un veneziano come me il derby non può essere un match come gli altri. Andavo a seguire queste partite da tifoso, figuriamoci quale può essere il mio stato d'animo da giocatore. Sarà certamente una partita delicata, ma oggi ho visto davvero un buon Venezia e sono fiducioso». Yuri Calliandro.

DALLO SPOGLIATOIO

Nel giorno più difficile, e contro ogni pronostico, il Venezia ha ritrovato gioco, gol e tre punti essenziali per la classifica e soprattutto per il derelitto morale del post-Catania.

Sono tutti concordi gli arancioneroverdi nell'ammettere che la vittoria sull'Atalanta costituisce una sorta di liberazione da un tormento che metteva da troppo tempo a repentaglio quella tranquillità psicologica necessaria per esprimersi al meglio sul campo.
«Abbiamo dimostrato alla gente ma anche a noi stessi di essere vivi e presenti con la testa e le gambe nel campionato - analizza David Giubilato - Aver vinto è quanto conta di più al di là del fatto di esserci riusciti contro la capolista imbattuta della B. Siamo la loro bestia nera? La gara di Coppa Italia non era un precedente attendibile, quella di ieri invece si perché il Venezia ha messo in mostra tutta la propria personalità, qualità che sembrava perduta ma che abbiamo rispolverato proprio nel momento in cui non avevamo altro obbligo che di portare a casa l'intera posta in palio».

Forse ci si sarebbe aspettato qualcosa di più dal team orobico.
«I nerazzurri sono un gruppo capace di segnare in ogni frangente e quindi il rilassamento non è mai ammesso: sicuramente andranno in A perché dispongono davvero di un organico eccellente».

Decisamente sollevato anche il francese Julien Brellier.
«Abbiamo messo fine al periodo no e quindi è legittimo gioire anche perché ci siamo riusciti contro una della formazioni più forti del torneo. Il nostro impegno è stato quello di sempre, non è infatti che le nostre sconfitte fossero dovute alla mancanza di determinazione e voglia di ben figurare, anche se forse affrontando la prima della classe qualche motivazione in più ce l'avevamo».

La vostra retroguardia ha concesso pochissimo a Vugrinec e compagni.
«Il nostro problema non è mai stato la difesa ma la difficoltà nel costruire azioni pericolose da convertire in rete: speriamo di esserci sbloccati, Paolo è stato veramente eccezionale nel pescare un gol gioiello dal suo repertorio. Avrei potuto segnare anch'io? È vero, ho avuto un paio di buone opportunità ma mi è mancata un po' di convinzione e fortuna, ora peraltro ciò non conta e quindi pensiamo già al Vicenza con ritrovato ottimismo».

Per Pietro Parente invece si è trattato di un buon esordio.
«Non giocavo da tanto tempo e di conseguenza ero già felice e motivato per il fatto di aver rigiocato in campionato: la vittoria è stata la ciliegina sulla torta ad un gran pomeriggio. La mia prestazione? Datemi quattro partite e vedrete il vero Parente, al momento sono solo al 50 per cento della forma».

Sensazioni analoghe per l'altro debuttante Davide Saverino.
«Sono contentissimo perché sono appena arrivato e subito il Venezia è tornato a vincere: cosa chiedere di più? È stata una buona gara e non mi è sembrato per niente un Venezia in crisi, certo da qui dobbiamo partire con convinzione per risalire in classifica. Ovviamente spero che arrivi presto il mio momento, visto che ho lasciato Livorno per dare una grossa mano alla causa lagunare».

Come sempre sorprendente e imprevedibile Sasà Soviero, risultato decisivo nel finale per mantenere l'1-0 con una tempestiva uscita sui piedi di Gautieri.
«Non voglio parlare della partita - spiazza tutti i presenti in sala stampa -, ma dico solo che questo Venezia è una squadra mediocre, pure scarsa se volete, ma senza dubbio con una grande compattezza interna e con degli attributi grandi così».

L'estremo difensore campano superato lo scoglio iniziale entra però nel merito dell'incontro.
«Abbiamo disputato una grande partita, nobilitata da una marcatura eccezionale: Poggi è stato stupendo ma a mio avviso il migliore è stato un Grassadonia che fin qui è stato criticato ingiustamente. Quella di ieri è stata una grande giornata che speriamo abbia posto fine definitivamente ad una fase difficile di cinque sconfitte: i nuovi hanno esordito bene, i tifosi ci hanno sostenuto alla grande e quindi proviamo a sfruttare questa atmosfera di ritrovata positività andando a far bene in un derby di Vicenza che sarà una vera battaglia». Marco De Lazzari. L'AVVERSARIO

Valutazioni opposte da parte di Mandorlini.«La sconfitta in Coppa Italia è stato lo spunto per ottenere questa lunga imbattibilità, speriamo che adesso sia lo stesso così non perdiamo più fino alla fine del campionato. Evidentemente era destino che si perdesse proprio a Venezia». Ma il tecnico bergamasco, al di là di questo fatalismo di facciata, mastica amaro.«Abbiamo fatto una cattiva partita, e quando è così di solito perdi. Magari gli episodi potevano essere diversi, ma non era questa la gara che avevamo preparato e sperato di fare. Dispiace perché abbiamo perso contro una squadra non irresistibile». Se è per questo, anche l'Atalanta però non si è dimostrata da prima della classe.«Siamo partiti bene i primi 7-8 minuti, poi ci siamo adagiati: palle lunghe, tanti errori, senza mai accorciare. Bastava poco per evitare la sconfitta, e noi ci abbiamo messo ancora meno. Ciò non toglie che poteva benissimo chiudersi in parità, abbiamo preso gol con un tiro così». Non proprio con un tiro così, il gol di Poggi è stato un colpo da fuoriclasse.«Un gran gol, certo, come era bellissima però anche la punizione di Bernardini che è finita sul palo. Il Venezia ha mostrato molto carattere, molto agonismo, ma l'abbiamo buttata via noi la partita. Anche sulla rete di Poggi siamo stati leggeri nel lasciarlo indisturbato a calciare, in più Taibi forse ha calcolato male la traiettoria della palla. In ogni caso, troppi giocatori sotto tono e quando regali tante prestazioni a livello dei singoli capita di perdere». Andrea Regazzi

2 febbraio 2004 - 14:56
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• domenica 1 febbraio 2004

Tabellino, Cronaca, Pagelle...


serie B - 2° giornata - ritorno - 1 febbraio 2004

Pierluigi Penzo ore 15.00

VENEZIA ###

1

-

ATALANTA##

0

63' Poggi
(4-3-2-1)- (4-3-3)
90 Soviero 7 -   1 Taibi
  5 Maldonado   cap. 6 -   2 Rustico
23 Giubilato 7.5 - 15 Sarr
28 Grassadonia 6 -   4 Santos
  3 Fernandez 6 - 23 Smit
  8 Anderson 7 - 19 Zenoni
24 Brellier 6 -   8 Bernardini
10 Manetti 5.5 -   7 Marcolini
11 Parente 5.5 - 10 Gautieri
71 Poggi        gol 8 - 24 Vugrinec
  7 Biancolino nc - 29 Pazzini
All.: Gregucci All.: Mandorlini

arbitro: De Marco             

sostituzioni Venezia:
46': <- 7 Biancolino -> 19 Miramontes 5.5
57': <- 10 Manetti -> 79 D'Antoni 5.5
77': <- 11 Parente -> 29 Saverino sv
ar
ammoniti: Giubilato, Grassadonia, Manetti; Rustico, Smit.
espulsi: ...
recupero: 1' p.t. - 3' s.t.
angoli: 6-2 per il Venezia
spettatori: 3478

note: ...


Cronaca (da VeSport.it): Forse il Venezia ha un solo giocatore capace di certe cose. Forse il Venezia ha un solo giocatore che sappia inventare colpi di classe sopraffina.
Il Venezia, senza forse, ha un giocatore che più di ogni altro sa cosa vuol dire giocare per la sua città, per la sua gente e che, pur di dare la sua mano, è capace di ridursi serie e ingaggio. Venezia, e ce ne sono molti pochi in giro, ha un campione vero che adora la sua squadra, che stravede per la sua città. C’è tutto di questo che abbiamo appena detto in Paolo (Paolino per gli amici) Poggi.
Veneziano di Sant’Elena, della stessa isola della città che ospita lo stadio. Il gesto fatto oggi da Poggi è stato straordinario. E’ stato lui a vincere con l’imbattuta Atalanta. Il Venezia ha fatto una buona partita, Poggi ha fatto il più bel quadro della sua carriera di pittore di classe.
Raccontiamolo questo diciassettesimo minuto del secondo tempo: sembrava un’azione niente più che velleitaria (se ne erano viste parecchie, in questa partita giocata più a centro campo che nelle aree) ma Poggi si stava rodendo per pungere Taibi. Presa palla sulla trequarti se l’è spostata con un gran colpo di tacco verso il centro ha fatto un mezzo tunnel all’avversario più vicino ed ha colpito da 25 metri con il sinistro dando un taglio a rientrare perfetto. Taibi ha cercato di capire, ma il pallone ha accarezzato il palo alla sua destra e si è infilato in rete.
Il Penzo è esploso, l’Atalanta è parsa tramortita. Il Venezia ha preso in mano saldamente la partita, ha “rischiato” di andare dentro ancora. Mandorlini ha capito che gli arancioneroverdi stavano facendo sul serio. Sarr, nel primo tempo insuperabile, vacillava di fronte alla fantasia ed ai tocchi di Miramontes. Gli avanti nerazzurri non riuscivano a penetrare nel muro innalzato dal Venezia già fuori dalla propria area. Giubilato le pigliava tutte, di testa e di piede. Il centrocampo era fatto da mosche di laguna che succhiavano ogni pallone anche se gli orobici cercavano di ripararsi con robuste dosi di autan.
Si capiva che quella partita, così maschia ma equilibrata che si era vista nel primo tempo, ora aveva un suo padrone nella squadra arancioneroverde. E buon che Brellier affondava male su un cross e pasticciava nell’impatto sulla palla, perché al 37’st poteva esserci il raddoppio.
Mandorlini, nel frattempo, aveva fatto tre cambi per spostare avanti i suoi, ma solo grazie ad una magnanima punizione dal limite concessa dall’arbitro si avvicinava veramente al gol (palo di Bernardini al 39’st). Poi ci pensava Soviero al 41’st a sventare di piede il tentativo di Gautieri.
Il Venezia, però, non correva altri rischi (gli unici veri si erano visti solo negli ultimi 6 minuti) e sugli spalti si celebrava il tanto atteso trionfo. L’Atalanta, finora imbattuta, è stata sconfitta dal piccolo Venezia. Ma è poi così piccolo il Venezia? (Franco Bacciolo)

Il tecnico del Venezia, Angelo Gregucci è raggiante dopo la vittoria: "Il nostro momento psicologico era delicatissimo. I ragazzi dopo una settimana di sacrificio hanno dato prova di grande compattezza. Per noi oggi era il pallone della vita, il colpo da biliardo di Poggi è stato un gran gol. Abbiamo ottenuto la vittoria giocando alla pari con la prima della classe, che ha un grande allenatore, una grande società e un grande organico".

LE PAGELLE (dal Gazzettino)

Soviero 7: Una splendida parata - su tutte - che salva il risultato. Una di quelle prodezze che rivalutano un portiere davvero bravo ma troppo spesso con la testa (e i nervi) altrove.
Maldonado 6: Fatica tantissimo e soffre Marcolini in maniera decisa. Non si arrende, però, e contribuisce a rendere la difesa sufficientemente solida.
Grassadonia 6: Balbetta un po' ma ci mette sempre una pezza. Dovrebbe trovare maggior ordine.
Giubilato 7.5: Giganteggia in mezzo togliendo ogni palla vagante. Un "mocio vileda" che tiene l'area sgombra da pericolo. Si affanna ed è sempre puntualissimo. Non riesce ad esprimersi sui piazzati.
Fernandez 6: Prestazione incolore ma volenterosa. Spinge quando può e cerca di chiudere come può.
Brellier 6: Spreca due occasioni d'oro e non sempre risulta lucido e preciso in mediana.
Anderson 7: Grande lavoro in interdizione con appoggi decisi e precisi ai compagni. Non perde la calma nemmeno nei momenti più difficili.
Manetti 5.5: Troppo nervoso. Inizia facendo la caccia all'uomo e finisce azzoppato. In mezzo rimedia un giallo e rischia anche di beccarsi l'espulsione. Troppa tensione non giova, non permette di essere utili alla squadra.
-> D'Antoni 5.5: Qualche palla toccata bene, più di una chiusura effettuata in ritardo. Prima uscita per prendere confidenza.
Parente 5.5: Lotta e lavora molto ma manca in concretezza. Non è al meglio della forma e si vede. Ma sul piano dell'impegno non difetta.
-> Saverino sv: Apparizione fugace con buona palla messa in mezzo dal fondo.
Poggi 8: Un gol splendido che lascia di sasso Taibi e fa esplodere il Penzo. Paolino nel suo "ennesimo esordio" a Sant'Elena stupisce tutti e inventa una magia che potrebbe valere il campionato.
Biancolino nc: Non c'è. Inutile infierire.
-> Miramontes 5.5: Corre gioca ma non convince. Deve trovare costanza di rendimento.

Calendario Venezia - Serie B 2003/2004

1 febbraio 2004 - 17:30
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• domenica 1 febbraio 2004
Gli altri risultati della serie B, marcatori e classifica aggiornata.

Albinoleffe-Treviso 1-0 (2' Morfeo)

Avellino-Triestina 1-0 (71' Kutuzov)

Bari-Vicenza 2-1 (10' Margiotta; 18' Cordova rig.; 48' Cordova)

Cagliari-Catania 2-1 (71' Esposito; 80' Suazo; 82' Delvecchio)

Como-Napoli 2-0 (61' Carparelli; 76' Carparelli)

Fiorentina-Pescara 1-1 (7' Colonnello aut.; 70' Amerini)

Genoa-Ascoli 1-1 (3' Pià; 38' Milito)

Messina-Livorno 2-1 (50' Danilevicius; 52' Lavecchia; 87' Coppola)

Piacenza-Palermo 2-2 (42' Lucenti; 49' Toni; 81' Nastase; 89' Beghetto)

Salernitana-Torino 2-0 (75' Bombardini rig.; 86' Di Vicino)

Venezia-Atalanta 1-0 (63' Poggi)

Verona-Ternana 3-2 (11' Salvetti; 32' Dossena; 44' Myrtaj rig.; 51' Brevi; 55' Corrent)

CLASSIFICA

G V N P Gf Gs P.ti
01. Atalanta 25 11 13 1 33 17 46
02. Ternana 25 13 6 6 38 25 45
03. Palermo 25 11 10 4 34 20 43
04. Messina 25 10 11 4 34 25 41
05. Piacenza 25 11 8 6 26 20 41









06. Cagliari 25 10 8 7 42 29 38









07. Livorno 25 9 11 5 30 24 38
08. Salernitana C1 25 10 6 9 24 24 36
09. Torino 25 8 10 7 33 27 34
10. Catania C1 25 9 7 9 33 28 34
11. Treviso 25 8 10 7 28 26 34
12. Ascoli 25 8 9 8 31 31 33
13. Triestina 25 8 9 8 32 33 33
14. Fiorentina C1 25 7 12 6 28 31 33
15. Pescara 25 7 10 8 21 28 31
16. Albinoleffe 25 8 7 10 23 31 31
17. Verona 25 6 10 9 31 35 28
18. Vicenza 25 5 11 9 21 25 26
19. Bari 25 6 8 11 26 32 26
20. Venezia 25 5 11 9 20 27 26









21. Napoli 25 3 16 6 16 25 25
22. Como 25 5 8 12 19 31 23
23. Genoa C1 25 4 11 10 20 33 23
24. Avellino 25 2 10 13 22 37 16

1 febbraio 2004 - 17:15
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• domenica 1 febbraio 2004
lega.gif

Ecco il calendario del Venezia nel campionato di serie B 2003-04, si inizia con un derby (Vicenza in casa) e si finisce con un derby (Triestina in casa).

GIRONE DI ANDATA

3° giornata (11/09/2003)
Venezia - Vicenza: 1-1;

4° giornata (14/09/2003)
Pescara - Venezia: 1-0;

5° giornata (20/09/2003)
Piacenza - Venezia: 1-0;

1° giornata (23/09/2003)
Venezia - Catania (C1): 0-3;

6° giornata (27/09/2003)
Venezia - Avellino: 2-1;

7° giornata (04/10/2003)
Albinoleffe - Venezia: 0-0;

2° giornata (08/10/2003)
Atalanta - Venezia: 0-0;

8° giornata (12/10/2003)
Venezia - Genoa (C1): 2-2;

9° giornata (15/10/2003)
Ascoli - Venezia: 2-1;

10° giornata (18/10/2003)
Venezia - Palermo: 1-1;

11° giornata (25/10/2003)
Treviso - Venezia: 1-1;

12° giornata (02/11/2003)
Venezia - Bari: 3-2;

13° giornata (09/11/2003)
Venezia - Torino: 2-1;

14° giornata (16/11/2003)
Cagliari - Venezia: 2-2;

15° giornata (20/11/2003)
Venezia - Messina: 2-0;

16° giornata (23/11/2003)
Livorno - Venezia: 0-0;

17° giornata (30/11/2003)
Como - Venezia: 1-1;

18° giornata (07/12/2003)
Venezia - Napoli: 0-0;

19° giornata (14/12/2003)
Fiorentina (C1) - Venezia: 1-1;

20° giornata (21/12/2003)
Venezia - Salernitana (C1): 0-1;

21° giornata (06/01/2004)
Verona - Venezia: 1-0;

22° giornata (11/01/2004)
Venezia - Ternana: 0-1;

23° giornata (18/01/2004)
Triestina - Venezia: 1-0;

GIRONE DI RITORNO

24° giornata (25/01/2004)
Catania (C1) - Venezia: 3-0;

25° giornata (01/02/2004)
Venezia - Atalanta: 1-0;

26° giornata (08/02/2004)
Vicenza - Venezia

27° giornata (15/02/2004)
Venezia - Pescara

28° giornata (22/02/2004)
Venezia - Piacenza

29° giornata (29/02/2004)
Avellino - Venezia

30° giornata (02/03/2004)
Venezia - Albinoleffe

31° giornata (07/03/2004)
Genoa (C1) - Venezia

32° giornata (14/03/2004)
Venezia - Ascoli

33° giornata (16/03/2004)
Palermo - Venezia

34° giornata (21/03/2004)
Venezia - Treviso

35° giornata (28/03/2004)
Bari - Venezia

36° giornata (03/04/2004)
Torino - Venezia

37° giornata (10/04/2004)
Venezia - Cagliari

38° giornata (17/04/2004)
Messina - Venezia

39° giornata (24/04/2004)
Venezia - Livorno

40° giornata (01/05/2004)
Venezia - Como

41° giornata (08/05/2004)
Napoli - Venezia

42° giornata (15/05/2004)
Venezia - Fiorentina (C1)

43° giornata (22/05/2004)
Salernitana (C1) - Venezia

44° giornata (29/05/2004)
Venezia - Verona

45° giornata (05/06/2004)
Ternana - Venezia

46° giornata (12/06/2004)
Venezia - Triestina

1 febbraio 2004 - 14:45
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CALENDARIO
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Campionato Serie C
1935/1936, 1955/1956
DAL TALIERCIO
La situazione della squadra

giorno per giorno
PARTITA
1 febbraio 2004
serie B
--------------------
VENEZIA 1
Atalanta 0
--------------------
Reti: 63' Poggi
CLASSIFICA SERIE B 2003/'04
G V N P P.ti
01. Atalanta .25 .11 .13 .1 ..46
02. Ternana .25 .13 .6 .6 ..45
03. Palermo .25 .11 .10 .4 ..43
04. Messina .25 .10 .11 .4 ..41
05. Piacenza .25 .11 .8 .6 ..41







06. Cagliari .25 .10 .8 .7 ..38







07. Livorno .25 .9 .11 .5 ..38
08. Salernit .25 .10 .6 .9 ..36
09. Torino .25 .8 .10 .7 ..34
10. Catania .25 .9 .7 .9 ..34
11. Treviso .25 .8 .10 .7 ..34
12. Ascoli .25 .8 .9 .8 ..33
13. Triestina .25 .8 .9 .8 ..33
14. Fiorentin .25 .7 .12 .6 ..33
15. Pescara .25 .7 .10 .8 ..31
16. Albinolef .25 .8 .7 .10 ..31
17. Verona .25 .6 .10 .9 ..28
18. Vicenza .25 .5 .11 .9 ..26
19. Bari .25 .6 .8 .11 ..26
20. Venezia .25 .5 .11 .9 ..26







21. Napoli .25 .3 .16 .6 ..25
22. Como .25 .5 .8 .12 ..23
23. Genoa .25 .4 .11 .10 ..23
24. Avellino .25 .2 .10 .13 ..16
MARCATORI VENEZIA 2003/'04
Marcatori Gol C.Ita Rig.
19 Mira .3 .0 (0)
  8 Anderson .2 .0 (0)
18 Guidoni .2 .0 (0)
24 Brellier .2 .0 (0)
  4 Bianchi .1 .0 (0)
  5 Maldo .1 .0 (0)
17 Liendo .1 .0 (0)
22 Pisani .1 .0 (0)
25 Rossi M. .1 .0 (0)
71 Poggi .1 .0 (0)
  9 Ginestra .1 .1 (0)
13 Turato .1 .1 (0)
32 Mazzeo .1 .1 (0)
  - Fantini .5 .2 (1)
  - Islas .2 .1 (0)
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